Ingredienti
Alici fresche (per la quantità vedasi Note)
Olio di semi di mais o di girasole
Farina 00
Prezzemolo tritato
Peperoncino in polvere
Buon aceto di vino bianco
Sale fino q.b.
Eventualmente aglio
Occorrente:
Pentola alta, friggitrice o padella per fritti
Sacchetto di carta tipo pane
Bustina tipo quelle per congelare alimenti
Ragno e forchetta
Setaccio
Carta assorbente per alimenti o da cucina
Olio di semi di mais o di girasole
Farina 00
Prezzemolo tritato
Peperoncino in polvere
Buon aceto di vino bianco
Sale fino q.b.
Eventualmente aglio
Occorrente:
Pentola alta, friggitrice o padella per fritti
Sacchetto di carta tipo pane
Bustina tipo quelle per congelare alimenti
Ragno e forchetta
Setaccio
Carta assorbente per alimenti o da cucina
Esecuzione:
abbiamo i nostri pesciolini ben puliti. Mentre li facciamo scolare prepariamo il necessario per friggere. Io riempio a seconda della quantità di cibo da friggere, dalla metà ai 3/4 massimo di olio (di girasole o di mais nel caso del pesce, perché trovo che l’extravergine abbia un sapore troppo penetrante) la mia pentola alta e dal fondo sottile che uso esclusivamente per i fritti. La conoscete già.
Vicino alla pentola, sulla macchina del gas dispongo un poggiamestoli (nel mio caso un piattino di metallo fodrato di stagnola), contenente il ragno per estrarre la frittura dall’olio ed una forchetta che serve sempre. Accanto a questo il solito sacchetto di carta tipo del pane per dargli una prima scolatura dal grasso.
Quindi fodero di carta assorbente o da cucina un contenitore, dove passare la frittura una volta asciugata nel sacchetto. Questo doppio passaggio ci assicurerà un fritto leggero e non intriso di olio.
Ora, sempre nella solita bustina di cellophane, tipo quelle per surgelare gli alimenti, versiamo tanta farina quanto ne basta per infarinare le alici.
In questo caso, contrariemente a quanto sempre suggerito per rendere particolarmente croccante la frittura, non useremo né farina di grano duro, e men che meno semola rimacinata, ma farina 00. Dal momento che poi i pesci andranno marinati non ci interessa la croccantezza, ma piuttosto al contrario che la farina sia fine e raffinata.
Procuriamoci anche un setaccio.
Accendiamo la fiamma e mentre l’olio scalda mettiamo una manciata di alici nel sacchetto con la farina, chiudiamo l’imboccatura e agitiamolo in modo che si infarinino uniformemente. Togliamole sgrullandole dal sacchetto poche per volta. Mettiamole nel setaccio e nel lavandino scuotiamo e facciamole saltare in maniera che perdano la farina in eccesso.
Mettiamo un pizzichino di farina nell’olio: se frigge, questo è alla temperatura giusta, e possiamo calare le nostre alici infarinate. Cuociamo a fuoco medio-alto mescolando col ragno o con la forchetta. Quanto sono dorate tiriamole su e mettiamole a scolare, delicatamente affinché non si rompano, nel sacchetto di carta. Passiamole nel contenitore con la carta assorbente prima di metterne altre nel sacchetto di carta, e non friggiamone troppe per volta, col rischio di abbassare di troppo la temperatura dell’olio.
Proseguiamo così fino ad esaurimento delle alici. Man mano che sono ben scolate mettiamole in un contenitore, in uno strato unico se sono poche, altrimenti a strati condendole fra uno strato e l’altro con una spolverata di sale, peperoncino in polvre (se piace ma ve lo consiglio), abbondante prezzemolo tritato fine ed una spruzzata di aceto di vino bianco. Se vi piace potete anche distribuire qualche fettina di aglio qua è là che toglierete prima di metterle nel piatto da portata.
Possiamo sevire subito, oppure dopo qualche ora, quando si saranno ben insaporite, avendo avuto cura di tappare ermeticamente il contenitore.
Cosa beviamo: non è facile l’abbinamento con alimenti marinati in aceto. Tento un Vermentino Ligure Riviera di Levante, o un Collio Sauvignon.
Nessun commento:
Posta un commento